“Accompagno fotografi e creativi a dare senso alle proprie immagini attraverso narrazione e consapevolezza.”

Chi sono

Mi occupo di lettura portfolio e formazione nell’ambito della fotografia, accompagnando fotografi e creativi nella costruzione e nella comprensione delle proprie narrazioni visive.

Lavoro con chi sente il bisogno di dare senso alle proprie immagini: fotografi, artisti visivi e professionisti della relazione che utilizzano la fotografia come strumento espressivo e di ricerca.

Ciò che mi distingue è un approccio che unisce lettura critica, narrazione e attenzione alla dimensione personale: non mi limito a osservare le immagini, ma creo uno spazio di confronto in cui il lavoro fotografico diventa occasione di consapevolezza e sviluppo del proprio linguaggio.
Curriculum

Cosa insegno

Ai fotografi e agli artisti visivi insegno la lettura del portfolio e la narrazione visiva, per affinare la propria voce autoriale e il proprio linguaggio fotografico.

Ai professionisti della relazione d’aiuto condivido, invece, il modo in cui utilizzo la fotografia proiettiva nei miei setting di arteterapia, costruito in 16 anni di lavoro con pazienti oncologici, caregiver, persone anziane e altri professionisti del settore.

Ogni partecipante porta con sé la propria formazione specifica, e trova qui gli strumenti per declinare questo approccio nel proprio ambito – che sia la scuola, la psicologia, il servizio sociale, la cura oncologica o altro.

A chi si rivolge il mio lavoro

Il mio lavoro si rivolge a chi sente che le proprie immagini custodiscono un messaggio profondo, ma fatica a decodificarlo o a integrarlo nel proprio percorso personale e professionale.

Che tu sia un fotografo, un artista visivo o un professionista della relazione d’aiuto, qui troverai uno spazio dedicato per fare chiarezza.

Insieme lavoreremo per mettere a fuoco il senso più intimo dei tuoi scatti, trasformando la fotografia in uno strumento consapevole di evoluzione, espressione e connessione con l’altro.

Il mio approccioOgni immagine custodisce una storia. C’è un modo per portarla alla luce.

Da oltre quindici anni sviluppo un approccio che unisce fotografia e scrittura come pratiche complementari. Non si tratta di strumenti separati, ma di linguaggi capaci di attivarsi e trasformarsi a vicenda.

Le immagini non si limitano a mostrare, ma diventano veri e propri dispositivi narrativi; la scrittura non descrive, ma apre chiavi di lettura nuove e inattese.

Questo processo crea un ponte tra pratica artistica e crescita personale, guidando sia chi lavora attivamente con le immagini, sia chiunque cerchi un accesso più profondo al proprio vissuto attraverso il racconto.

È in questo spazio condiviso che le storie prendono forma.

I percorsi del Terzo Occhio

Il “Terzo Occhio” è una capacità che si allena: quella di guardare oltre la superficie delle cose, delle immagini e di noi stessi.

La fotografia, quando diventa strumento di consapevolezza, ci permette di vedere ciò che spesso resta invisibile nella vita quotidiana: un’emozione non ancora nominata, un ricordo che chiede spazio, una parte di sé che cerca ascolto. Si tratta di un metodo concreto – fatto di immagini, parole e narrazione – per osservare con più chiarezza il proprio mondo interiore e le relazioni che lo attraversano.

I miei percorsi nascono da questo principio: usare lo sguardo fotografico come chiave di accesso a sé stessi, in un processo guidato e accessibile a chiunque desideri conoscersi meglio, indipendentemente dall’esperienza fotografica.