Dietro l’angolo c’è il Carcere di Poggioreale….ma tu percorri quella strada per raggiungere un altro luogo..ed il tuo sguardo non passa oltre le mura…ti rimbalza addosso aspettando una nuova immagine e nuovi pensieri. Abbiamo iniziato il secondo corso di fotografia esperenziale in carcere e nuovamente Valentina Penta ed io siamo in quello stato di inquieta meraviglia che spesso hanno i bambini quando si confrontano con una realtà diversa dalla loro. Non basta oltrepassare il muro per entrare dentro questa struttura..ci vuole un impegno ben più grande, fatto di accoglienza ed ascolto e di abbandono di ogni forma di pregiudizio. Durante il primo incontro un ragazzo ci ha detto: ” noi sappiamo perché siamo qui dentro…quello che non capiamo è perché ci state anche voi”…e’ stato emozionante rispondere a cuore aperto. La mia idea, più vado avanti con la mia formazione in parallelo al mio lavoro, è che dall’arte e dalla fotografia in particolar modo ho avuto proprio tanto, quando ne ho avuto bisogno e mi muove il desiderio di restituire tutto ciò che ho avuto lì dove posso arrivare. Poi il tempo passa ed ogni volta mi accorgo di quanto ci guadagno umanamente a svolgere questo lavoro che amo. Oggi abbiamo lavorato alla decodificazione delle proprie emozioni e alla loro trasposizione in immagini per la costruzione del proprio autoritratto attraverso il Photocollage. Incontenibile l’emozione di tutti noi durante ogni singola fase del lavoro: la paura di sbagliare dominava su tutto accanto ad un estremo bisogno di regole. Si può fare proprio tanto per aiutare gli altri ad ascoltarsi fino a cercare assieme la voglia di trasformare qualcosa.
